Calcestruzzo levigato e lucidato
Levigare un pavimento in calcestruzzo significa asportarne la pelle superficiale con dischi diamantati sempre più fini, fino a scoprire la grana del materiale e portarlo a lucido. Il risultato è una superficie compatta, senza fughe, che riflette la luce e che non è un rivestimento ma il pavimento stesso: non si stacca e non si consuma come uno strato riportato.
Su quali pavimenti si può fare
Si leviga un calcestruzzo sano, ben stagionato e di spessore adeguato. Su un pavimento nuovo il risultato è più prevedibile, perché si sceglie in partenza l’inerte e il dosaggio. Su un pavimento esistente il risultato dipende da cosa si trova sotto la superficie: più si scende, più l’inerte viene alla luce, e questo può essere l’effetto voluto oppure una sorpresa.
Per questo prima di levigare un pavimento esistente facciamo sempre una prova su una porzione: si concorda insieme il livello di esposizione e il grado di lucido prima di lavorare tutta la superficie.
Dove ha senso
Showroom, negozi e spazi espositivi, dove il pavimento deve resistere al passaggio e allo stesso tempo essere un elemento dell’arredo.
Uffici open space, per la continuità della superficie e per la facilità di pulizia.
Magazzini e aree logistiche, dove la levigatura serve soprattutto a chiudere la superficie e a ridurre la polvere.
Ristoranti e locali pubblici, dove serve un pavimento senza fughe che si lava tutti i giorni.
Levigato, lucidato, o solo chiuso
Non tutti i pavimenti hanno bisogno dello stesso grado di finitura. Una levigatura leggera toglie le imperfezioni e apre la superficie per il trattamento successivo. Una levigatura media mette in luce la sabbia e dà un aspetto omogeneo. La lucidatura spinta, con i grani più fini e l’indurente al silicato, porta il pavimento a specchio.
Il grado giusto dipende da quanto quel pavimento deve lavorare: più è lucido, più segna e più chiede manutenzione regolare. In un capannone conviene fermarsi prima; in uno showroom si può arrivare in fondo.
Il trattamento dopo la levigatura
Un calcestruzzo levigato e lasciato nudo continua a essere poroso: assorbe gli oli e fa polvere. Dopo la levigatura si applica un indurente al silicato di litio, che reagisce con il cemento e chiude la superficie dall’interno, oppure una cera o un idro-olio repellente a seconda dell’uso. Ne parliamo nella pagina dedicata ai trattamenti.
Domande frequenti
Quanto si porta via la levigatura?
Dipende dal risultato cercato: da una passata leggera che toglie solo la pelle, fino a qualche millimetro quando si vuole scoprire l’inerte.
Si può levigare un pavimento vecchio e rovinato?
Se le lesioni sono superficiali sì, spesso con ottimi risultati. Se il pavimento è fessurato in profondità o si muove, la levigatura non risolve: va valutato un ripristino.
Fa polvere durante il lavoro?
Si lavora con macchine collegate ad aspiratori. Un po’ di polvere resta inevitabile, ma gli ambienti confinanti si possono proteggere.
Quanto è scivoloso?
Un pavimento lucido asciutto ha un’ottima aderenza; bagnato diventa scivoloso, come qualsiasi superficie liscia. Dove si cammina con l’acqua si sceglie un grado di lucido più basso o un trattamento antiscivolo.
Vedi anche
La levigatura parte da una lastra sana: se è da rifare, la pagina è pavimento industriale in cemento; se è rovinata a zone, il ripristino. Dopo i dischi arrivano i trattamenti. Quando il pavimento deve essere bello ma non è calcestruzzo industriale, le strade sono altre: Lixio, il terrazzo alla veneziana, nuvolato Architop o microcemento.
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