Ripristino di pavimenti industriali
Un pavimento industriale non si rovina tutto insieme: si rovina a zone. Le corsie dei muletti si consumano, i bordi dei giunti si sbriciolano, davanti ai portoni si formano buche, e intorno ai pozzetti il calcestruzzo si sfalda. Nella maggior parte dei casi non serve demolire: si ripristinano le parti compromesse e si rifà la finitura.
Quando conviene ripristinare e quando rifare
Il discrimine è quanto è profondo il problema. Se il pavimento è sano nella massa e il degrado è superficiale — usura, sfarinamento, giunti consumati, buche localizzate — il ripristino è la strada giusta: costa una frazione del rifacimento e ferma l’attività per molto meno tempo.
Se invece il pavimento si muove, se le fessure attraversano tutto lo spessore, se il sottofondo ha ceduto o se ci sono risalite di umidità, ripristinare è buttare via i soldi: il problema torna nel giro di pochi mesi. In quel caso si demolisce e si rifà la base.
Questa valutazione si fa in cantiere, guardando e sondando il pavimento. È la prima cosa che facciamo quando ci chiamano per un pavimento rovinato, e capita di dire al cliente che il ripristino non ha senso.
Come si interviene
Rimozione del degradato. Si taglia e si asporta il calcestruzzo ammalorato fino a trovare materiale sano.
Preparazione meccanica. Il fondo si apre con levigatrice o pallinatrice, così il materiale da ripristino aggrappa.
Ricostruzione. Malte da ripristino a ritiro compensato per le zone profonde, rasature per le superfici.
Giunti. I bordi sbriciolati si ricostruiscono e si sigillano con resine elastiche, che reggono il passaggio delle ruote senza staccarsi.
Finitura. Levigatura, trattamento indurente o ciclo in resina, secondo l’uso dell’ambiente.
Ripristini in ambienti che non si possono fermare
Molti ripristini si fanno dove l’attività non può interrompersi: magazzini che lavorano ogni giorno, laboratori alimentari, officine. In quei casi si procede per campate o per zone, concordando prima il calendario e delimitando l’area di lavoro, e si scelgono materiali con tempi di indurimento compatibili con la ripresa dell’attività.
Domande frequenti
Si può ripristinare solo una parte del capannone?
Sì, ed è la situazione più comune. Si lavora sulle corsie e sulle zone consumate lasciando il resto com’è.
Si vedrà la differenza fra la parte nuova e quella vecchia?
Sul calcestruzzo a vista qualche differenza di tono resta, perché il materiale nuovo ha un colore suo. Se serve uniformità si applica una finitura su tutta la superficie.
Quanto dura un ripristino?
Se la diagnosi è giusta e la causa è stata rimossa, quanto un pavimento nuovo. Se invece il problema era nel sottofondo e si è ripristinata solo la superficie, poco.
Fate il sopralluogo prima di preventivare?
Sempre. Su un pavimento rovinato non si può quotare a distanza: bisogna vedere di persona quanto è profondo il degrado.
Vedi anche
Dopo il ripristino la superficie va chiusa: trattamenti, un rivestimento in resina o una levigatura se il calcestruzzo è sano in profondità. Quando invece conviene rifare da capo, la pagina è pavimento industriale in cemento. Per cortili e piazzali esterni vedi cemento stampato e ghiaino lavato Sassoitalia.
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