Pavimenti industriali in resina
Un pavimento in resina è un rivestimento continuo che si applica sopra un supporto esistente o su un calcestruzzo nuovo. Non ha fughe, si raccorda a parete con una sguscia arrotondata, resiste agli oli e ai prodotti di lavaggio e si pulisce con la lavasciuga. È la soluzione per officine, magazzini, laboratori, ambienti alimentari e tutte le attività dove il pavimento deve essere lavabile e igienico.
Il ciclo, passaggio per passaggio
Preparazione meccanica del supporto. È il passaggio che nessuno vede e che decide la tenuta di tutto il resto: il fondo va aperto con la levigatrice o la pallinatrice, così la resina trova una superficie ruvida su cui aggrappare. Su un fondo liscio o sporco di olio la resina si stacca, prima o poi.
Ripristino delle zone ammalorate. Buche, crateri e giunti rovinati si riparano prima, con malte da ripristino.
Primer. Chiude la porosità del supporto e fa da ponte di adesione.
Strati di resina. A seconda di quanto deve lavorare il pavimento si stende un ciclo sottile a rullo oppure un multistrato con carica di quarzo, più spesso e più resistente all’abrasione.
Finitura. Lucida, satinata o antiscivolo, secondo l’ambiente. Nelle cucine e dove si lavora con acqua e grassi la finitura antiscivolo non è un optional.
Resine per officine e magazzini
Nelle officine e nelle aree di movimentazione il pavimento prende urti, sfregamento di ruote e gocciolamenti di olio e carburante. Qui usiamo cicli multistrato caricati a quarzo: fanno spessore, tengono l’abrasione e si puliscono senza assorbire le macchie. La superficie continua permette anche di tracciare a pavimento i percorsi e le aree di sicurezza.
Resine per ambienti alimentari
In un laboratorio alimentare, in una cucina professionale o in un’acetaia il pavimento è parte del piano di autocontrollo: deve essere lavabile, non assorbente, senza fughe e senza angoli dove si ferma lo sporco. I cicli che posiamo si raccordano a parete con la sguscia, reggono i lavaggi e i disinfettanti e si possono fare antiscivolo dove si cammina con l’acqua.
Resine colorate per ambienti pubblici
Scuole, palestre, spogliatoi, corridoi di servizio: la resina permette di usare il colore per distinguere le zone e di avere una superficie continua facile da lavare tutti i giorni. I colori si accostano fra loro con linee nette, senza soglie né profili.
Domande frequenti
Si può posare sopra un pavimento esistente?
Quasi sempre sì, ed è il motivo per cui la resina conviene: si evita la demolizione. Il supporto però va valutato: deve essere sano, asciutto e privo di risalite di umidità.
Quanto tempo resta fermo il capannone?
Dipende dal ciclo e dalla superficie. La resina va rispettata nei tempi di indurimento fra una mano e l’altra: si concorda un calendario prima di iniziare, per organizzare il lavoro senza fermare tutta l’attività.
La resina ingiallisce?
I cicli epossidici esposti alla luce solare diretta tendono a variare di tono. Dove l’esposizione è forte si usa una finitura poliuretanica alifatica, che tiene il colore.
Va bene per un laboratorio alimentare?
Sì, sono i cicli che usiamo abitualmente in quegli ambienti, con sguscia a parete e finitura antiscivolo dove serve.
Vedi anche
La resina va posata su un supporto solido: quello di partenza è il pavimento industriale in cemento, e se è ammalorato si comincia dal ripristino. Negli ambienti di rappresentanza della stessa azienda la finitura cambia: resina per interni e microcemento. All’esterno, dove il ciclo industriale non serve, usiamo il Rasico. Le altre lavorazioni per l’industria sono nella pagina pavimenti industriali.
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